martedì 3 marzo 2026

La tessitura: proprietà fisiche del terreno

In agronomia la tessitura è la proprietà fisica del terreno che lo identifica in base alla composizione percentuale delle sue particelle solide distinte per classi granulometriche. Questa proprietà è importante per lo studio dei suoli e del terreno, in quanto ne condiziona sensibilmente le proprietà fisico-meccaniche e chimiche con riflessi sulla dinamica dell'acqua e dell'aria e sulla tecnica agronomica.

Le frazioni granulometriche del terreno si distinguono in grossolana (sabbia e scheletro), fine (limo) e finissima (argilla); sabbia, limo e argilla costituiscono la cosiddetta terra fine.

In funzione del diametro delle particelle con cui sono composti i terreni, possono essere classificati in modo diverso.







Terreni sassosi

Si definiscono sassosi i suoli in cui prevalgono i ciottoli o, comunque, particelle di terra con un diametro superiore ai 2mm; questi terreni lasciano filtrare e sgrondare l’acqua impedendole di ristagnare; per contro, offrono alle piante particelle troppo grosse per essere sfruttate dalle radici e sono di ostacolo al germogliamento della semente.


Terreni sabbiosi

Si definiscono sabbiosi i suoli in cui prevale la sabbia, grossa o fine, per questo motivo possono essere a loro volta suddivisi a seconda delle dimensioni dei granuli. In generale questi hanno grandezza compresa fra i 50 μ (micron) e i 2 mm così ripartiti:

  • Molto fine, fra 50 e 100 μ
  • Fine, fra i 100 e i 250 μ
  • Media, fra 250 e 500 μ
  • Grossa, fra 500 μ e 1 mm
  • Molto grossa, da 1 a 2 mm

La caratteristica negativa di questi terreni è che, similmente a quelli sassosi, trattengono poco l’acqua i sali minerali e gli elementi necessari per la nutrizione delle piante; hanno invece la caratteristica che si possono lavorare facilmente, non sono però in grado di mantenere la forma di lavorazione.


Terreni argillosi

Si definiscono argillosi i suoli in cui prevalgono le particelle di diametro piccolissimo la cui tessitura è composta da oltre il 18% in argilla sul totale della terra fine. Da un punto di vista chimico e mineralogico, la frazione granulometrica prevalente è l'argilla, rappresentata da minerali argillosi, silice, idrossidi di ferro e alluminio e dall'humus. Questi terreni possono essere soggetti a ristagni, si lavorano con difficoltà però sono in grado di mantenere la forma di lavorazione.


Terreni limosi

Si definiscono suoli limosi quei terreni che presentano caratteristiche intermedie a quelle della sabbia e dell’argilla.  In pratica questi suoli hanno il 10% di sabbia, l'80% di limo e il 10% di argilla. I loro difetti sono rappresentati da una forte tendenza a conservarsi allo stato disperso con effetto addensante con il terreno impermeabile sia all'aria e sia all'acqua. Un suolo limoso in sostanza ha i pregi e i difetti della sabbia e dell’argilla.

Suoli con molto limo sono di difficile gestione agronomica e pongono problemi di fertilità fisica e meccanica, oltre che biologica.



Piante di fagiolini in crescita nella prosa pacciamata; inserendo questa coltura nella rotazione, arricchiremo il terreno di azoto




Terreno di medio impasto

Questa tipologia di terreno presenta frazioni di sabbia, limo e argilla in quantità tale che nessuna di queste componenti prevalga; pertanto, si dice essere il migliore per chi pratica orticoltura, questo perché vi sono le condizioni ideali per uno sviluppo equilibrato delle piante.

La tessitura di questa tipologia di suolo è:

  • 50-70% sabbia
  • 25-40% limo
  • 5-15% argilla
  • humus > del 2%
  • scheletro accessorio

Un terreno di questo tipo, si ottiene con limitate lavorazioni, costante apporto di sostanza organica (prestando attenzione a non eccedere), corrette consociazioni e rotazioni colturali, irrigazione a goccia e tecniche agronomiche di salvaguardia del suolo, come per esempio la pacciamatura naturale. 







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