Affinché le piante del nostro orto possano crescere e svilupparsi nel modo corretto, occorrerà che vi siano alcuni elementi nutritivi suddivisi in macro e in micro, presenti nel terreno nelle giuste quantità.
I macroelementi
I macroelementi, detti anche macronutrienti, sono quei nutrienti di cui le piante hanno bisogno in quantità maggiore, svolgono essenzialmente un ruolo strutturale ed energetico; Sono elementi indispensabili per la crescita e lo svolgimento delle funzioni metaboliche delle piante.
I principali macroelementi sono tre: N (azoto), P (fosforo) e K (potassio); sono gli elementi chimici più assorbiti e maggiormente limitanti per le rese degli ortaggi. Fondamentali saranno le quantità presenti, perché dovranno essere nella giusta misura, diversamente sia un eccesso che una carenza provocherebbe dei grossi problemi e squilibri legati alla crescita dei vegetali.
Importanti sono anche i macroelementi secondari, quali: il Calcio (Ca), lo Zolfo (S), il Magnesio (mg) e il Ferro (Fe), solitamente però sempre presenti nel terreno ed in quantità non limitante.
Vediamo nel dettaglio i più importanti:
AZOTO: allo stato puro è un gas che forma 4/5 della nostra atmosfera. È anche l’elemento che più spesso manca ai nostri terreni, per questo è indispensabile; pertanto, è fondamentale prestare una continua attenzione alla sua presenza.
I principali problemi connessi a elevata o eccessiva disponibilità di N sono:
- Rallentamento della velocità di sviluppo, ritardo nelle date di fioritura, fruttificazione e maturazione
- Minore resistenza ad avversità climatiche e parassitarie
- scarsa resistenza meccanica
- suscettibilità a fitopatie
- minore sensibilità al freddo e maggiore acquosità
- aumento consumi idrici: sinergismo tra acqua e N
- accumulo di nitrati nella pianta.
Considerato il «motore» della vita vegetale in quanto favorisce la formazione del fogliame e del legno. Una sua carenza sarà evidente anche a occhio nudo perché le foglie dei vegetali assumeranno un colore verde scialbo con tendenza ad ingiallire precocemente, lo sviluppo diverrà lento e la pianta gracile. Per venire assimilato dalle piante, dovrà essere fissato da microrganismi attraverso una serie di procedimenti chimici che, solo alla fine, lo renderanno disponibile.
FOSFORO: questo elemento in natura non è mai libero (puro), esso infatti si combina con l’ossigeno dando origine all’anidride fosforica, una sostanza assai utile per la vita delle piante; allo stato puro invece, è molto pericoloso.
Favorisce le fasi iniziali di sviluppo degli apparati radicali, aumenta la precocità (al contrario dell’N) ed è fondamentale per lo sviluppo di tutto il vegetale, perché favorisce la crescita, l’aspetto, il volume e migliora il sapore degli ortaggi. Al contrario, la sua carenza renderà più difficile lo sviluppo della clorofilla, per questo motivo il fogliame assumerà un colore rosso-bruno e diminuirà di conseguenza il rendimento della pianta.
POTASSIO: elemento in grado di svolgere un’azione energica sull’assimilazione degli elementi indispensabili alla vita vegetale e ne solleciterà la maturazione.
Importante regolatore fisiologico della permeabilità cellulare, dell’equilibrio acido-basico (neutralizza acidi organici), dei sistemi enzimatici della sintesi dei glucidi, proteine e grassi. Aumenterà la resistenza alle avversità (freddo, patologie) e migliorerà allo stesso tempo la turgescenza cellulare.
La sua carenza renderà il fogliame dapprima verde-azzurro, poi violaceo e rosso-bruno, con macchie gialle ai bordi; molto importante accorgersi in anticipo di una sua eventuale carenza per evitare problemi successivi.
Pianta di fagiolino, fondamentale per la fissazione dell'azoto atmosferico

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