I microelementi hanno un ruolo in moltissimi processi che avvengono durante l’attività vitale dei vegetali, una carenza o un eccesso di una di queste sostanze potrà creare squilibri che si manifesteranno poi come fisiopatie.
Uno dei sintomi più evidenti che si verificherà spesso in caso di squilibrio nella presenza di un microelemento sarà la colorazione anomala delle foglie della pianta, soprattutto ingiallimenti non dovuti all’aridità o all’arrossimento delle pagine fogliari, ma veri e propri sintomi spia di un microelemento carente; anche la cascola delle foglie e dei fiori o l’arresto nella crescita potrà essere dovuto a un suolo a cui manca qualche sostanza importante. Le carenze di elementi nel terreno, non sempre sono dovute alla loro effettiva assenza, ma, spesso, la causa è negli eccessi di altri microelementi antagonisti che ne ostacoleranno l’assorbimento. Inoltre, anche il pH del suolo influenzerà in maniera rilevante l’assorbimento dei nutrimenti della pianta.
Agiscono in quantità ridottissime entrando nella costituzione degli enzimi, questi elementi: Zinco (Zn), Manganese (Mn) Rame (Cu), Molibdeno (Mo) e Boro (B).
Vediamo nel dettaglio:
ZINCO: è fondamentale nel metabolismo vegetale, svolge funzioni importanti nella germinazione, interviene nella sintesi dei pigmenti e quindi presenta un’azione fondamentale nella colorazione dei frutti. Una sua carenza risulterà nociva per lo sviluppo delle piante e per tutti i processi in cui è implicato.
MANGANESE: componente della molecola della clorofilla, coinvolto nei processi di attivazione enzimatica sarò fondamentale come stimolatore di crescita delle radici secondarie. Una sua carenza determinerà un’eccessiva secchezza nelle foglie delle piante limitando i processi in cui è coinvolto.
RAME: fondamentale per la stabilità della clorofilla e di altri pigmenti, per la riduzione dei nitrati e per l’azoto fissazione da parte dei rizobi. Interagisce con fosforo e zinco, se però fosse in eccesso ne diminuirebbe la disponibilità. Difficile una sua carenza (non viene dilavato facilmente), più probabile un eccesso, in questo caso può rallentare l’attività di sviluppo radicale.
MOLIBDENO: interviene soprattutto a livello degli enzimi importanti nella fase della riduzione dei nitrati e nella fissazione dell’azoto. Il molibdeno, infatti, agisce sulla crescita intervenendo nei processi di azoto fissazione e di riduzione dei nitrati.
Una carenza di questo elemento si manifesterà con clorosi diffusa, foglie di dimensioni minori che appassiranno e si deformeranno assumendo una colorazione bronzea, la pianta avrà così dimensioni ridotte con necrosi finali; per quanto riguarda gli eccessi di molibdeno non si registrano fenomeni significativi.
BORO: assicura una divisione cellulare ordinata, garantisce la corretta formazione di nuovi organi nei punti di crescita come foglie, radici e parti fiorali affinché svolgano correttamente il loro ruolo. Nelle abituali condizioni di coltivazione si potranno riscontrare situazioni di carenza assoluta di boro per scarsa presenza nel terreno, oppure per mancanza temporanea dovuta alle difficoltà di assorbimento da parte dell’apparato radicale. Essendo un microelemento che incrementa l’allegagione, è identificabile la sua carenza quando la pianta si troverà nella fase fenologica della fioritura (maggio/giugno) manifestandosi con una vistosa riduzione della produzione di fiori. Eccessi provocherebbero tossicità.
I microelementi hanno un ruolo in moltissimi processi che avvengono durante l’attività vitale dei vegetali

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